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Premio Malvinas: una giuria di studenti - Il cinema è formazione e partecipazione

Incontro con la professoressa Sara Pacifici che coordina la partecipazione degli studenti del Liceo Marco Belli di Portogruaro (VE) alla Giuria Premio Malvinas nel XXXI Festival del Cinema Latino Americano di Trieste.

  • versione italiana

pubblicato il: 28 ottobre 2016

pdf Incontro con la professoressa Sara Pacifici

Il vostro Istituto costituisce una Giuria speciale del XXXI Festival del Cinema Latino Americano di Trieste. Assegnate infatti il Premio Malvinas.
Cosa pensate del Festival e perché avete deciso di essere coinvolti?

Conosco il direttore del Festival da diversi anni, ho sempre nutrito un grande interesse nei confronti della cultura e del mondo latinoamericano, anche per ragioni di studio (dottorato e master in lingua e letteratura latinoamericana conseguiti negli Stati Uniti d’America) e da quando lavoro in questo istituto ho pensato che in qualche modo avrei voluto fare qualcosa affinché lo studio dello spagnolo non si limitasse solo alla realtà peninsulare.

Ho rivisto Rodrigo Diaz lo scorso anno, per invitarlo alla nostra scuola e parlare un po’ ai ragazzi del Cile e dell’America Latina. In quell’occasione, quando mi disse che i licei di Trieste erano coinvolti in qualità di giuria del Festival del cinema, ho avuto una specie di epifania e gli ho domandato se questi licei dovessero essere solo di Trieste, oppure se anche licei del Veneto potessero partecipare; e così è iniziato tutto. Il Dirigente scolastico del Marco Belli, Prof. Lorenzo Michele Zamborlini, si è dimostrato molto entusiasta del progetto, tanto da inserirlo nel percorso di Alternanza Scuola Lavoro. Ritengo importantissimo il coinvolgimento del nostro Dirigente poiché in questo modo il progetto Festival può continuare ad esistere a prescindere dalla mia presenza a scuola, anche se logicamente vorrei poter essere sempre io ad occuparmene.

 

Quali e quanti ragazzi e di quali età sono impegnati nell’assegnazione del Premio?

I ragazzi sono tutti delle classi quarte del liceo linguistico, studenti di spagnolo, per un totale di 86 alunni.

 

Quale tipo di percorso fanno i ragazzi per giungere all’assegnazione del Premio?

Li stiamo preparando dal punto di vista dell’approccio alla visione di un’opera cinematografica, alla sua struttura e costruzione, oltre che alla conoscenza, almeno generale, del mondo latinoamericano

 

Che valore educativo ha per l’Istituto partecipare a questa iniziativa?

Un enorme valore educativo: in primis dal punto di vista strettamente disciplinare gli alunni si troveranno ad affrontare delle sfide linguistiche non indifferenti, poiché saranno immersi nello spagnolo americano in tutte le sue varianti, con un inevitabile arricchimento lessicale e culturale; in secondo luogo verranno sollecitate e sviluppate tutta una serie di competenze, ad esempio socio-relazionali, la capacità di risolvere problemi, il senso di responsabilità e il senso civico. Cioè, si tratta decisamente di una grande esperienza formativa. Se poi riusciamo a “seminare” qui e là l’interesse e la passione verso l’immenso mondo latinoamericano, tanto di guadagnato, ci sono infatti ancora molti pregiudizi sull’America Latina, proprio in virtù del fatto che poco si studia a scuola, per mancanza di tempo, che questo tipo di iniziativa spero possa debellare

 

Il cinema può avere, in generale, un posto o una relazione con la scuola in Italia oggi? Quale senso e quali prospettive?

Assolutamente sì. Presentato adeguatamente, è un ottimo strumento che coadiuva le attività svolte in classe, ad esempio può accompagnare lezioni di letteratura o di cultura, perché permettono la visualizzazione di concetti che altrimenti resterebbero nei libri. Ovviamente si rende necessaria una visione mirata e mediata del materiale cinematografico, onde evitare che si trasformi sono in un pretesto per perdere tempo. Potrebbe integrarsi anche alle discipline artistiche, perché come la pittura, è un modo di rappresentare la realtà e costituisce anche un tipo di linguaggio che varia da regista a regista. Inoltre, come la letteratura, si divide in generi, si può passare dal cartone animato al documentario al film in 3D. Quindi il suo studio come forma di linguaggio o di comunicazione andrebbe considerato all’interno del curriculum.

Dal punto di vista pedagogico esistono già delle didattiche basate sulla costruzione di un narrato attraverso le immagini ferme o in movimento (Digital Story Telling), da questo punto di vista negli anni a venire sarebbe a mio avviso da potenziare questo tipo di didattica, che potrebbe coinvolgere diversi tipi di intelligenze.

 

Qual è l’idea che vi siete fatti sul Festival Latino Americano di Trieste?

Io sono stata presente alla serata di inaugurazione della scorsa edizione, e posso esprimere solo opinioni positive. Inoltre mi piace che ci sia la partecipazione attiva di giovani nello staff dell’organizzazione. L’entusiasmo e l’energia che li caratterizza contribuiscono al successo di questa manifestazione. Inoltre mi piace l’idea che ci sia un festival dedicato esclusivamente al continente latinoamericano. Credo inoltre che una manifestazione artistico-culturale di tale spessore meriterebbe maggior attenzione da chi potrebbe contribuire, anche finanziariamente alla sua realizzazione, dovrebbe avere la stessa cassa di risonanza del festival del cinema di Venezia, il festival di Cannes o l’Orso d’oro di Berlino. Credo molto nel progetto che ho portato quest’anno a scuola, e mi auguro di cuore che il nostro contributo possa continuare anche negli anni a venire.