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IL XV FESTIVAL
DEL CINEMA LATINO AMERICANO:
INTRODUZIONE DEL DIRETTORE
Il XV Festival del Cinema
Latino Americano raggiunge in questa occasione mete alle quali
aspirava da lungo tempo; in primo luogo far sì che
le Istituzioni di Trieste e della Regione vedano in questo
evento qualcosa di più di un Festival. L'abbiamo sempre
detto e ne siamo oggi più convinti che mai: senza un
progetto certo, concreto, ambizioso, che superi gli ambiti
del cinema, è impensabile realizzare realmente un Festival.
Un'altra ispirazione
che inizia a farsi realtà è far sì che
questo evento venga visto per quello che è: un Festival
di Cinema, un ponte, un progetto di cooperazione, una trincea
che permette di facilitare la comprensione della realtà
latinoamericana da parte della gente, delle Istituzioni italiane,
locali e nazionali. Far sì che si comprenda che il
nostro vincolo con l'Italia, per poter realizzare questo evento,
debba essere solo e unicamente con le Istituzioni, pubbliche
e private, indipendentemente dall'area culturale e/o ideale
di ciascuna di esse. Non può essere diversamente, dal
momento che a Trieste partecipano opere e personalità
del mondo artistico e istituzionale di ogni area culturale
e/o ideale e dobbiamo essere coerenti con quelli che in America
Latina vedono in Trieste un'occasione di promozione, di cooperazione,
di possibilità di mercato e di scambio e, perché
non dirlo, anche di prestigio.
Un'altra nostra ambizione
riguarda le potenzialità che questo evento offriva
in altri ambiti e che sicuramente per disattenzione non erano
state considerate. L'incontro sulle relazioni economiche che
si realizzerà a Trieste durante il Festival fra le
Istituzioni Regionali nell'ambito pubblico e privato con le
rappresentanze diplomatiche dei Paesi con maggior presenza
di emigranti italiani è la dimostrazione concreta di
un interesse e di una legittima valorizzazione di quanto abbiamo
fatto e dimostrato in questi anni che ci obbliga a superarci
ancora di più, ad accettare la sfida verso la quale
ci spinge la fiducia in noi riposta e continuare a suggerire
nuove modalità di relazione, a sostenere quelli che
in questa zona della penisola credono sia possibile, in tutti
i campi, stringere ulteriormente i rapporti fra America Latina
e Italia.
Una sensibilità
che abbiamo sempre dimostrato, com'è quella verso l'
emigrazione italiana, è anche motivo di rinnovato interesse
e coincide con la produzione di opere, in particolare in Brasile,
che hanno per soggetto l'epopea scritta da milioni di italiani
in epoche in cui l'unica soluzione ai problemi di sussistenza
fu la necessità di emigrare.
Questi sono traguardi
che speriamo possano essere mantenuti nel tempo; ce ne sono
altri che dobbiamo raggiungere, in particolare nell'ambito
della cooperazione multilaterale in materia cinematografica.
L'Italia ha firmato numerosi accordi bilaterali in questa
materia negli ultimi quindici anni, ma nessuno di questi ha
dato i risultati sperati. Si possono contare sulle dita di
una mano i film che sono stati prodotti grazie a questi accordi.
E' necessario cambiare radicalmente le relazioni in questa
materia con l' America Latina, se si desidera realmente recuperare
aree di influenza, vincoli rinnovati con l'emigrazione - presente
in questo ambito in modo significativo in alcuni Paesi - tenere
"il passo" rispetto a quanto hanno fatto altri Paesi europei
in questo terreno. L'Italia è, in definitiva, l'unico
Paese europeo di una certa importanza economica e culturale
che non ha un progetto di cooperazione multilaterale, autonomo
ed indipendente, in questa materia. Essendo questa una materia
delicata e non avendo assolutamente questa presentazione una
volontà polemica, ma propositiva, mi limito alla constatazione
e alla provocazione positiva, manifestando un'aspirazione
di buona parte dell'ambito cinematografico latinoamericano.
E proprio nell'ambito
della cooperazione il Festival di Trieste raggiunge un accordo
importante con FABRICA CINEMA. Infatti, a partire da questa
XV edizione del Festival, la prestigiosa Istituzione della
Fondazione Benetton concederà ogni anno il Premio Opera
Prima alla Migliore Sceneggiatura Inedita latinoamercana.
A Trieste verrà personalmente il direttore di Fabrica
Cinema, Marco Müller, a consegnare tale riconoscimento.
In definitiva, nonostante
la precarietà economica nella quale ha navigato il
Festival in questi anni, abbiamo potuto sviluppare potenzialità,
progetti, stringere accordi, stimolare le Istituzioni, essere
riconosciuti come l' unico punto di riferimento del cinema
latinoamericano in Italia, assumere responsabilità
in importanti Festival europei e, infine, ottenere il consenso
della gente. Sinceramente non è poco!
Il Direttore
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