Se quattordici anni e più di cinquecento film vi sembran pochi... allora
diciamo che è stato bello, che noi ci credevamo, che per mille motivi era
importante farlo, che forse l'obiettivo era troppo ambizioso, che non solo
Maometto non va alla montagna ma pure la montagna non si sogna d'incontrare
Maometto, che vince il mercato, che questa è la stampa.
Forse a Voi può sembrare così, ma non a noi! E da mesi siamo al lavoro per
preparare la XV edizione del Festival Latino Americano di Trieste dove
contiamo di proporre, come sempre, il meglio del cinema di un continente e
tenere aperta una delle poche porte che facilitano l'interscambio con le
comunità italiane d'oltre oceano.
Ma con quali risultati, quale ritorno, quale contributo alla conoscenza?
Quale interesse e quale partecipazione da parte della stampa? Purtroppo il
bilancio è deludente. E' vero, discorso simile si potrebbe fare anche
attorno alle vicende del cinema italiano che esce alla ribalta più per il
colore che per i contenuti.
Da noi, a Trieste e nelle città che ospitano le repliche del Festival, è
ancora peggio: di glamour ne abbiamo poco da esibire, per non parlare di
sontuose ospitalità; ci limitiamo ad invitare ogni anno una ventina di
registi, attori e persone di cinema latino americane, ma questi purtroppo
abitano la porzione sud del mondo, lontani da Hollywood e dal suo clamore,
ragion per cui possiamo offrire solo riflessioni, spunti, approfondimenti e
luce su un sistema cinema sconosciuto.
Salvo poi rimanere basiti quando qualche addetto ai lavori, imbattutosi in
"Mundo Grua" o nell'ultimo film cubano, parla di scoperta, trascuratezza
del mercato, mancanza d'informazione...
Senza pianti e con assoluta dignità vorremmo invitarvi a dare la giusta
considerazione a quello che è ritenuto il più importante festival del
cinema latino americano in Europa; venite a Trieste o seguiteci a Milano,
Roma, Padova, Cremona; parlatene, perché anche il cinema di un intero
continente non sia desaparecido.